“Manovra miracolo”

Dopo il via libera alla manovra, arrivato ieri dal Senato, oggi il testo del decreto legge passa alla Camera, dove verrà approvato definitivamente. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito “un miracolo” la tempistica rispettata da Palazzo Madama. L’impatto della correzione dei conti pubblici sale a oltre 70 miliardi di euro entro il 2014; si accelera sui tagli alle agevolazioni fiscali (che scattano da subito, e con un gettito a regime di 20 miliardi).
5 AGO 20
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Dopo il via libera alla manovra, arrivato ieri dal Senato, oggi il testo del decreto legge passa alla Camera, dove verrà approvato definitivamente. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito “un miracolo” la tempistica rispettata da Palazzo Madama. L’impatto della correzione dei conti pubblici sale a oltre 70 miliardi di euro entro il 2014; si accelera sui tagli alle agevolazioni fiscali (che scattano da subito, e con un gettito a regime di 20 miliardi); sulle pensioni (agganciamento all’aspettativa di vita fin dal 2013); introduzione del bonus sui piccoli risparmiatori (con l’imposta sul deposito titoli che fino a 50 mila euro rimane invariata rispetto a oggi); introduzione immediata dei ticket sanitari; anticipazione dell’accorpamento funzionale dei piccoli comuni. Scompare l’ipotesi di liberalizzazione delle professioni.
“La politica non può più sbagliare, perché si è come sul Titanic, non si salvano neanche i passeggeri in prima classe”, ha detto in Aula il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, avanzando l’ipotesi di introdurre il pareggio di bilancio come vincolo costituzionale. Critica invece Confindustria: la manovra certo “è necessaria, va fatta e approvata”, ha detto il presidente Emma Marcegaglia, ma “si poteva fare di più su tagli alla spesa pubblica, liberalizzazioni e privatizzazioni e fare meno aumento di tasse”.
L’opposizione è tornata a chiedere le dimissioni di Tremonti e del governo non appena la manovra sarà approvata. Lo ha fatto il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. La Borsa ha reagito nervosamente, con Milano che ha chiuso in ribasso dell’1,07 per cento. In giornata si era tenuta anche una nuova asta di buoni del Tesoro poliennali, i cui rendimenti sono saliti al 5,90 per cento, il massimo dal lancio dell’euro. Commenti positivi ieri sono arrivati pure da parte del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, secondo cui l’Italia, così come la Spagna, “non ha bisogno di un piano di salvataggio”. Ciò nonostante lo spread tra Btp e Bund tedesco ha sforato ancora i 300 punti base.